Come lavoriamo

persona al centro

EMPATIA, CONGRUENZA,
ACCETTAZIONE POSITIVA
INCONDIZIONATA (Rogers)

Il nostro lavoro si ispira ad un intervento di tipo Rogersiano, basato sulla centralità della persona.

Uno degli obiettivi principali dei nostri servizi è quello di mettere la persona al “centro”, attraverso una progettazione individualizzata che riesca a dare valore alla quotidianità, fatta di istanti unici ed irripetibili. Nel corso degli anni ci siamo avvalsi anche del contributo derivante da altri modelli teorici attraverso il contatto con esperti esterni e il confronto e la collaborazione con altri centri. Questo ci ha permesso di rispondere in modo puntuale a situazioni specifiche.

Quotidianità, in particolare nelle nostre comunità residenziali, è per noi cercare di migliorare la qualità della vita attribuendo particolare significato a gesti e momenti ordinari: alzarsi, vestirsi, fare piccoli lavori domestici, mangiare in compagnia, incontrare amici, gestire il tempo libero; ma quotidianità è anche definire con l’ospite percorsi educativi e/o occupazionali, attività strutturate in laboratori di tipo espressivo, ricreativo e sportivo, partecipazione alla vita del territorio secondo le esigenze, le aspettative e capacità di ogni singola persona.

Questo stile di lavoro di tipo familiare si accorda, inoltre, con l’impostazione multiprofessionale delle équipe; infatti, se da un lato la nostra organizzazione sostiene l’utilità di non differenziare i ruoli (stile familiare), dall’altro esalta l’affermazione e il riconoscimento delle diversità come momento imprescindibile per conseguire una maggiore conoscenza e comprensione degli eventi (stile multiprofessionale).

  1. Gli UFE (Utenti Famigliari Esperti)

    Gli UFE (Utenti Famigliari Esperti)

    Da alcuni anni all’interno della Cooperativa Domus Laetitiae è attiva la collaborazione degli operatori con i familiari nella costruzione di progetti ed interventi condivisi.
    Per molti anni i genitori e i loro figli con disabilità sono stati esclusivamente beneficiari di servizi costruiti per rispondere ai loro bisogni, ma pensati dagli operatori. Nel tempo si è compreso che i familiari hanno un patrimonio di competenze e di conoscenze sui loro figli, che andavano riconosciute e messe in sinergia con quelle possedute dai tecnici. Partendo da questa ottica, nasce la filosofia che abbiamo fatto nostra del “Fareassieme”: gli utenti con disabilità e i loro familiari sono esperti di esperienza e mettono a disposizione i loro saperi per altri utenti e familiari, in sinergia con gli operatori. Nascono così gli UFE (Utenti Familiari Esperti), che portano qualità all’interno dei servizi, perché sostengono e focalizzano l’attenzione sulla centralità della persona con disabilità e della sua famiglia.
    La prima sperimentazione degli UFE all’interno di Domus Laetitiae nasce nell’ambito dell’accoglienza nell’ambulatorio di Ri-ABILITAZIONE. I familiari esperti mettono a disposizione la propria storia (“Anch’io sono passata di qua tanto tempo fa!“) e la propria esperienza per dare un messaggio di speranza (“Si può fare!”) a chi ha appena ricevuto una diagnosi di disabilità. Anche Utenti Esperti si sono resi disponibili ad accogliere altre persone che accedono per la prima volta alla Domus Laetitiae, presentando la loro casa e le attività che svolgono.
    Gli UFE oggi sono attivi in diversi servizi all’interno della Cooperativa. Alcuni facilitano gruppi di auto mutuo aiuto per familiari, altri siedono ad un tavolo di confronto fra genitori ed operatori che insieme pensano, approfondiscono e propongono iniziative rivolte alla disabilità. Nasce così lo sportello Info-disabili, gestito da UFE e volontari, con lo scopo di aiutare altri familiari a muoversi e districarsi nei meandri della burocrazia, al fine di tutelare i diritti della persona disabile. Altri genitori, assieme agli operatori stanno ragionando sulla creazione di percorsi di vita indipendente per le persone con disabilità, favorenti la loro autonomia personale e la realizzazione del loro progetto di vita. Una forte preoccupazione dei genitori è infatti il “dopo di noi”, ma sovvertendo il pensiero tradizionale di affrontare il problema nel momento del bisogno, si sta ragionando nella costruzione di sperimentazioni di situazioni abitative dei figli oggi, senza aspettare un domani, permettendo loro di essere autonomi ed indipendenti fin da subito.
    Un nuovo progetto appena attivato prevede la presenza di un genitore UFE, che affianca gli operatori della segretaria in Domus.
    Gli UFE portano qualità all’interno dell’organizzazione ed aiutano gli operatori a prestare una maggior attenzione emotiva al mondo della persona con disabilità e alla sua famiglia.

  2. UFE Famigliari

    Gli UFE Famigliari operano in diversi ambiti:

    AUTISMO
    Durante il colloquio di presa in carico del nuovo paziente al servizio “La Casa per l’Autismo”, una mamma UFE interviene in affiancamento alla responsabile Laura Ughetto e al dr. Bert Pichal, per far conoscere i gruppi AMA (auto mutuo aiuto), l’Angsa (Associazione nazionale genitori soggetti autistici), lo Sportello Informativo.
    E’ attivo, inoltre, un gruppo di auto mutuo aiuto per familiari di persone autistiche. Nato grazie al lavoro svolto da familiari e operatori, ad oggi, è gestito da familiari con la supervisione di operatori. Per quanto riguarda Angsa un papà UFE fa da tramite con i nuovi soci, in modo da accoglierli nell’associazione e proporre loro le varie attività nell’ambito autismo (AMA, info-disabili, iniziative dell’associazione e sensibilizzazione all’associazionismo).

    Ri-ABILITAZIONE
    Durante l’accoglienza dei nuovi pazienti ambulatoriali, una mamma UFE affianca la dr.ssa Cristiana Pessina e la dr.ssa Anna Gaia nel colloquio iniziale di presa in carico. Incontra le famiglie, consegna loro la Carta del Servizio dell’ambulatorio, dà una serie di informazioni logistiche relative alla struttura e si mette a disposizione dei genitori per eventuali domande, preoccupazioni e chiarimenti. Inoltre alcune mamme, in diversi momenti della settimana, si alternano nella sala d’attesa per incontrare i famigliari che attendono i figli che effettuano le terapie riabilitative. E’ un momento di scambio di informazioni, dell’eventuale presentazione della biblioteca e di raccolta di esigenze e bisogni non comunicate agli operatori. Inoltre gli UFE spiegano eventuali criticità che possono scaturire da alcuni ospiti della Domus (gestione macchinetta caffè, richiesta di soldi, ecc).

    BIBLIOTECA
    Una mamma e la bibliotecaria stanno selezionando libri rivolti ai fratelli di bambini con disabilità al fine di favorire la loro accoglienza in Domus e la comprensione sulle disabilità e sulla funzione della Domus nella vita del fratello (che cosa viene a fare qui, perché e quali incontri).

    GRUPPO ARCOBALENO
    e’ stato riconosciuto alle mamme del gruppo il ruolo di UFE rispetto all’attività di raccolta fondi svolta in collaborazione con L’Associazione “Piccolo Fiore” e per il bene della comunità Domus.

    RESIDENZIALITA’ TEMPORANEA
    La sorella di una persona con disabilità si è resa disponibile ad incontrare le famiglie interessate alla residenzialità temporanea, per portar loro la sua esperienza di distacco.

  3. UFE Utenti

    Gli UFE Utenti operano in alcuni servizi:

    Bottega dei Mestieri
    Utenti esperti affiancano gli operatori durante la presentazione delle attività a potenziali altri fruitori del servizio o in occasioni pubbliche di presentazione dell’attività della Bottega dei Mestieri.

    Servizi Residenziali e Diurni
    Sono stati individuati un educatore e un gruppo di UFE, utenti dei Servizi Residenziali e del Centro Diurno, con i quali è stata elaborata una Carta dei Servizi facilitata, costituita da fotografie. Tale strumento viene utilizzato come traccia per accogliere nuovi visitatori (volontari, tirocinanti e studenti) o nuovi ospiti della struttura, aiutandoli a presentare la Domus e le sue attività.