“Mio figlio Blaze”

di Debra Ginsberg – Ed. TEA

Collocazione: SOC ESP GINSD

Blaze è un ragazzino amato e considerato dalla sua famiglia, ma nel mondo della scuola incontra grosse difficoltà ad allinearsi alle aspettative e ai programmi vigenti. In breve, si ritrova in una società che lo etichetta come “diverso”.

Blaze speciale lo è di sicuro, sia nei punti forti che in quelli deboli. Infatti, manifesta delle difficoltà di relazione e di apprendimento in alcune materie scolastiche, ma è particolarmente dotato e intelligente. Quando il team scolastico si trova a valutarlo, non sa che nome dare alle sue particolarità, e a 5 anni lo colloca in una classe speciale dove sono radunati bambini portatori delle problematiche più varie, negandogli il percorso scolastico normale.

Letta da noi, oggi, la storia sembra strana. In Italia un ragazzino come Blaze semmai avrebbe avuto diritto ad un/una insegnante di sostegno e sarebbe stato in aula con i coetanei. Ma qui siamo in America negli anni Ottanta/Novanta (il libro è uscito negli USA nel 2002) e là le scuole speciali sono durate a lungo. Blaze attraversa momenti difficili ma infine ce la fa a esprimere se stesso, innanzitutto grazie alla madre Debra, la sua grande alleata, che lo ha cresciuto con amore (e rabbia nei confronti dei molti pregiudizi incontrati nel cammino) ben determinata a dargli una vita normale. Al fianco dei due, la famiglia di Debra, nonni zii e zie che si stringono a Blaze per aiutarlo là dove la scuola non sembra farcela. Sullo sfondo, la ricerca frustrante di cure e aiuto da parte di insegnanti e medici, psicologi e logopedisti. Il percorso di vita di Blaze e della mamma è faticoso e ricco di note positive e negative e ciò rende il racconto intenso e toccante.

Il romanzo è scritto dalla madre, una scrittrice fatta e finita, che quando tutto è cominciato faceva la cameriera e si era appena separata dal compagno. Proprio il parto, col cordone arrotolato attorno al collo del piccolo, è all’origine dei problemi di respiro che segnano la vita di Blaze. Il capitolo finale prende di petto proprio quell’inizio, quella nascita senza fiato, per dargli un senso che rimetta a posto le cose.

Il libro di Debra Ginsberg fa parte della dotazione della biblioteca Domus dedicata alle testimonianze di madri di figli disabili. Vale la pena di segnalare, fra gli altri, tanti testi disponibili: Tempo di imparare, di Valeria Parrella (LET NAR PARRV), George e Sam della Moore (SOC ESP MOORC) e soprattutto L’assedio della Claiborne Park (HP AUT CLAIPC), diventato un classico del genere.