Il libro del mese di luglio puoi trovarlo presso la Biblioteca specialistica di Domus Laetitiae a Sagliano Micca

“Il complesso di Telemaco” di Massimo Recalcati

Madri e padri del nostro tempo e i loro figli: di questo – dunque, di noi –  scriveva nel 2014 lo psicoanalista Massimo Recalcati, e ancora di questo ha trattato la recente trasmissione su RAI 3, intitolata Lessico Familiare, di cui Recalcati è stato autore e protagonista. Con gli strumenti concettuali e di esperienza di cui è dotato, ha offerto una bussola allo sguardo sulla famiglia e i suoi problemi,  connessi con la crisi etica e di senso che attraversa l’Occidente.

Il libro che presentiamo ha al centro fin dal titolo un figlio, quello dell’eroe omerico Ulisse, re di Itaca. Telemaco ha bisogno del padre – della sua autorità, della sua guida, della sua Legge – e sa attendere che torni dalla guerra e dal mare. Non è arrabbiato con lui perché lo ha lasciato per guerreggiare a Troia. Non è nemmeno ansioso di prendersi il regno. Lo aspetta. Per sua fortuna, il padre torna. Avrà modo di trasmettergli il desiderio e la capacità di progettare una vita piena, non concentrata sulla ricerca del godimento fine a se stesso – che è mortifero perché indifferente ai limiti. Questa è l’eredità – secondo Recalcati – Telemaco ha bisogno. Quella di cui ogni figlio ha necessità.

La figura omerica serve a Recalcati per parlare delle difficoltà che attraversano i padri, o meglio la funzione paterna,  che non dev’essere necessariamente svolta dal padre biologico ma che è centrale e se risulta carente o peggio mancante – con gli adulti presi da se stessi e dai propri obiettivi, e/o  che non vogliono smettere di essere giovani –  lascia sperdute le nuove generazioni.  Da qui la diffusa difficoltà a sopportare regole, limiti, rinvii, mediazioni con i bisogni degli altri.

Il libro non è facilissimo, ma ripaga dell’impegno a scorrere pagina dopo pagina. Aiutano gli esempi tratti da libri e film (Pasolini, Clint Eastwood). I fatti tratti dal Vangelo.

Recalcati chiude il libro con un ricordo del padre, floricultore. Non aveva studiato, da autodidatta si era fatto esperto nel suo lavoro e appassionato. La domenica portava con sé il figlio, che lo osservava mentre controllava le piante, identificava quelle ammalate, le curava e liberava dai parassiti. Di ogni pianta, di ogni malattia diceva il nome al figlio. L’eredità alla fin fine è questa, dice Recalcati: la scoperta che ci sono passioni che valgono una vita.