Biblioteca

Il libro è uno strumento per scoprire quello che 
non avrei mai potuto vedere in me stesso ( Marcel Proust)


CENTRO DI DOCUMENTAZIONE SULLA DISABILITÀ
La Cooperativa sociale Domus Laetitiae offre un servizio di documentazione, raccolta dati e informazioni nel campo dell’educazione, della disabilità, del disagio psico-sociale e della cooperazione. Il servizio è rivolto a famiglie, insegnanti, educatori, psicologi, volontari e coloro che per studio o conoscenza personale desiderano fare delle ricerche in questi campi. E’ possibile richiedere incontri con professionisti che, tramite materiale informativo (dvd, libri, riviste), possono recarsi nelle scuole, in gruppi giovanili, in associazioni e svolgere interventi per sensibilizzare sui temi sopra menzionati.

Il servizio si articola in una biblioteca di circa 2700 volumi le cui voci in catalogo riguardano i seguenti temi:

  • Arteterapia
  • Autonomia
  • Barriere architettoniche
  • Cooperazione e terzo settore
  • Counseling
  • Esperienze personali e di gruppo
  • Famiglia
  • Gruppi
  • Informatica
  • Integrazione lavorativa
  • Integrazione scolastica teorica e pratica
  • Introduzione all’handicap
  • Legislazione
  • Letteratura italiana e straniera
  • Letteratura per ragazzi
  • Medicina
  • Politiche e servizi sociali sanitari
  • Professioni
  • Psicologia
  • Psicologia dell’età evolutiva
  • Psicomotricità
  • Riabilitazione
  • Scienze dell’educazione
  • Sessualità ed affettività
  • Sociologia
  • Sport
  • Tesi
  • Test
  • Tipologie di handicap
  • Volontariato

Sono disponibili riviste di carattere psico-pedagogico, di politica socio-sanitaria, di riabilitazione e di associazionismo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Recensione del mese di settembre

“Vedo, ascolto, parlo… Ti aiuto”
di Antonioli, Carolo, Morosini, Pezzolo –
Edizioni La Meridiana
Collocazione: PS PEE ABUS2

Bambini che hanno bisogno di aiuto. Inermi, confusi. Impigliati in situazioni di abuso e maltrattamento da parte di chi dovrebbe proteggerli. Fa male al cuore anche soltanto pensarci. E confonde, sconcerta che – come è accaduto per l’inchiesta su Bibbiano – si possa estrarre con disinvoltura da un caso specifico un polverone generale, incuranti dei minori e di chi è alle prese con il difficile lavoro di accogliere e curare.

Proprio quest’anno quattro professioniste del settore, a seguito di un lungo lavoro comune all’interno di una équipe specialistica del Veneto, hanno dato alle stampe un testo in cui riuniscono le loro riflessioni sull’esperienza fatta e la corredano di utili informazioni per chi si trovasse di fronte a un caso di maltrattamento infantile e non sapesse come muoversi.  Questo a cominciare dai primi passi, quando si nota in un bambino o adolescente uno stato di disagio che ci interroga. Non è infatti facile “vedere” (cioè riconoscere) una situazione di maltrattamento, sia essa subita dal minore in prima persona o come testimone.

Il libro si propone questo: aiutare a comprendere e a dare il giusto sostegno. Si rivolge in particolare agli operatori dei Servizi sociosanitari ma si apre anche a lettori che possono trarre beneficio nella loro professioni (educatori, insegnanti, medici, avvocati) e nella vita sociale. Alla base c’è la convinzione che per aiutare al meglio bambini e ragazzi occorre lavorare in rete.

Il maltrattamento all’infanzia, ci ricorda la prefazione della presidente del CISMI, Gloria Soavi, ha accompagnato l’intera storia dell’umanità ed è connesso al mancato riconoscimento dei bambini come soggetti di diritti.  La Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia è del 1989 (adottata in Italia nel 1991) ma l’idea del bambino titolare di diritti non è generalmente acquisita. Così come è misconosciuta la conseguenza dei maltrattamenti sullo sviluppo dei minori. I dati su maltrattamenti e abusi nella ‘civile’ Europa sono agghiaccianti.