Biblioteca

Il libro è uno strumento per scoprire quello che 
non avrei mai potuto vedere in me stesso ( Marcel Proust)


CENTRO DI DOCUMENTAZIONE SULLA DISABILITÀ
La Cooperativa sociale Domus Laetitiae offre un servizio di documentazione, raccolta dati e informazioni nel campo dell’educazione, della disabilità, del disagio psico-sociale e della cooperazione. Il servizio è rivolto a famiglie, insegnanti, educatori, psicologi, volontari e coloro che per studio o conoscenza personale desiderano fare delle ricerche in questi campi. E’ possibile richiedere incontri con professionisti che, tramite materiale informativo (dvd, libri, riviste), possono recarsi nelle scuole, in gruppi giovanili, in associazioni e svolgere interventi per sensibilizzare sui temi sopra menzionati.

Il servizio si articola in una biblioteca di circa 2700 volumi le cui voci in catalogo riguardano i seguenti temi:

  • Arteterapia
  • Autonomia
  • Barriere architettoniche
  • Cooperazione e terzo settore
  • Counseling
  • Esperienze personali e di gruppo
  • Famiglia
  • Gruppi
  • Informatica
  • Integrazione lavorativa
  • Integrazione scolastica teorica e pratica
  • Introduzione all’handicap
  • Legislazione
  • Letteratura italiana e straniera
  • Letteratura per ragazzi
  • Medicina
  • Politiche e servizi sociali sanitari
  • Professioni
  • Psicologia
  • Psicologia dell’età evolutiva
  • Psicomotricità
  • Riabilitazione
  • Scienze dell’educazione
  • Sessualità ed affettività
  • Sociologia
  • Sport
  • Tesi
  • Test
  • Tipologie di handicap
  • Volontariato

Sono disponibili riviste di carattere psico-pedagogico, di politica socio-sanitaria, di riabilitazione e di associazionismo.

copertina con bima che fa la ruota

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Recensione del mese di novembre

“Nessuno può volare”
di Simonetta Agnello Hornby –
Edizioni Feltrinelli economica
Collocazione: LET NAR AGNHS

Questo mese proponiamo un libro che in queste settimane circola abbastanza, grazie all’iniziativa editoriale di un quotidiano nazionale. Ci offre lo sguardo della scrittrice siciliana sulla disabilità ed è uno sguardo tranquillo e affettuoso, che rifugge il sentimentalismo e i luoghi comuni perché sa stare al concreto della vita.

Simonetta Agnello Hornby nasce in una famiglia ricca e colta, “normale”, scrive lei, dove tuttavia i corpi non sono sempre intatti. Il padre amatissimo dell’autrice ha una gamba malata, come la bambinaia che è zoppa. E c’è una zia debole di mente. Un’amica sordomuta. Ciò non turba un’infanzia luminosa e aperta, dato che fa parte della vita e degli affetti.

Diverso sarà, per la Hornby, quando il figlio George, già adulto, si ammala di sclerosi multipla. Siamo a Londra, la dorata campagna siciliana è lontana, le limitazioni e i problemi che la malattia porta al primogenito sono aggravate dall’organizzazione di una metropoli. Superato lo choc che comporta una diagnosi così impegnativa, la scrittrice accetta la nuova situazione: “Pensavo a Giorgio. Anche lui avrebbe affrontato e risolto i problemi della sclerosi nel migliore dei modi – scrive. – Ma questo non mi bastava: volevo capire perché si era ammalato, perché io sarei guarita e lui no. E poi dovevo accettarlo”. Qualsiasi genitore comprende questo stato d’animo. E sa che, prima o poi, farà fronte.

Il figlio dell’autrice è sposato, ha figli, ha un lavoro, vive in un appartamento. Il libro racconta come la famiglia affronta passo dopo passo i problemi che la sclerosi pone, mentre la malattia progredisce e George deve muoversi in carrozzella. “Come noi non possiamo volare, così George non avrebbe più potuto camminare: questo non gli avrebbe impedito di godersi la vita in altri modi”. La madre aiuta il figlio a trovarli, questi altri modi. Il libro racconta cosa e come. Fra le altre cose, Simonetta Hornby porta George in Italia, in un viaggio felice che è anche un corpo a corpo con tante meraviglie e tante… barriere. Non solo architettoniche e non solo italiane.  Lo racconta con ironia lo stesso George, prendendosi una parte del libro, assai riuscito.