Enrico Pesce, Presidente di Federsolidarietà Piemonte, parla dell’emergenza sanitaria e dell’impatto sulle cooperative della federazione, chiedendo a tutti di non cedere alle difficoltà

In questi tempi di emergenza da Coronavirus, la nostra vita è cambiata radicalmente. Allo stesso modo, è cambiato totalmente anche il quadro complessivo dei servizi alla persona e delle attività delle nostre cooperative B. Accanto agli operatori sanitari, possiamo dire che esistono altri eroi nazionali: i nostri operatori socio-assistenziali, che da giorni ininterrottamente garantiscono i servizi essenziali. Case di riposo per anziani, strutture dedicate alle persone con disabilità sia residenziali che di tipo comunitario, servizi per minori, servizi dedicati alle persone senza fissa dimora.

Luoghi di frontiera dove i nostri operatori stanno dando prova di attaccamento al loro lavoro, di passione per questo paese, di amore per gli utenti che nei vari servizi assistono. Un lavoro spesso non riconosciuto e valorizzato come meriterebbe. Un grandissimo lavoro di cura delle persone e di contenimento alla diffusione del COVID19.

Vorrei ringraziare davvero tutte queste persone, uomini e donne, ragazzi e ragazze. In questo momento di criticità stiamo facendo la nostra parte, aldilà delle numerose criticità:

  • Mancanza drammatica di DPI, che non sono reperibili sul mercato o che spesso vengono bloccati alla dogana;
  • Paure e dubbi sull’esposizione al contagio, che mettono sotto pressione quotidiana i nostri operatori e le loro famiglie;
  • La questione della rimodulazione dei servizi diurni e domiciliari;
  • La difficoltà delle nostre cooperative, compresse tra l’esigenza di salvaguardare i propri lavoratori e la necessità di non perdere i clienti privati.

Dobbiamo cercare, in tutto questo e nonostante tutto questo, la positività e la speranza. Stiamo dimostrando al Paese quanto sia importante il nostro lavoro, quanto il mondo della Cooperazione Sociale piemontese stia facendo per la gente e per le comunità. Questo periodo demarcherà in modo forte un prima e un dopo e noi, intanto, che affrontiamo l’emergenza dovremo essere capaci di pensare a come saremo dopodomani. Sarà necessario ripartire con le nostre cooperative, con i nostri soci, con le nostre comunità.

E noi faremo di tutto per essere pronti. Forza!